| Da domani a domenica 55 decoratori si
affrontano a colpi di pennello
Lodi capitale del trompe l’oeil In gara gli artisti dell’illusione
Via al festival dedicato alla pittura tridimensionale
LODI - Decoratori in gara in piazza della Vittoria, opere esposte, mostre
storiche e fotografiche e conferenze nel chiostro di San Cristoforo, laboratori
per i bambini sotto il Broletto. Per tre giorni Lodi sarà la capitale
italiana del trompe l'oeil, la tecnica con cui l'artista dipinge decorazioni,
architetture e oggetti facendoli apparire tridimensionali e quindi ingannando
l'occhio dello spettatore che guardando una parete crede di trovarsi di
fronte a un giardino o a un fondale marino. Da venerdì a domenica
si svolgerà in città il secondo Festival internazionale
del trompe l'oeil, manifestazione unica nel suo genere in Italia, che
coinvolge oltre settanta artisti italiani e stranieri.
Nell'arco di tre giorni 55 decoratori si sfideranno all'interno degli
spazi allestiti in piazza della Vittoria in un concorso a premi per realizzare
un trompe l'oeil sul tema «La nicchia, uno spazio per ingannare».
L'anno scorso gli autori dovevano sbizzarrirsi in dipinti che raccontassero
la città di Lodi, mentre quest’anno si è pensato alla
nicchia per dimostrare, con le opere finite, come anche un piccolo angolo
di un bilocale in città possa trasformarsi in uno spazio d'arte
e creatività.
A organizzare il festival è l'associazione no profit Primaluce
di Lodi, che ha ottenuto l'appoggio del Comune di Lodi e della Provincia,
e il sostegno di diverse associazioni e di sponsor che garantiscono agli
artisti premi di valore. Oltre al concorso è prevista una esposizione
di trompe l'oeil nel chiostro di San Cristoforo, sede della Provincia
appena inaugurata, che darà l'occasione ai visitatori di capire
le infinite possibilità del trompe l'oeil. Nella stessa sede, poi,
saranno allestite una mostra fotografica curata da Franco Razzini sul
festival dello scorso anno e una di pannelli che spiegano la storia della
tecnica, la sua antica diffusione, la riscoperta a cura degli americani
e la rinascita in Europa e in Italia. «Una volta questa tecnica
di decorazione era fondamentale nell'architettura italiana - spiega Laura
De Benedetti, una delle organizzatrici -. Basta pensare alle ville venete,
che hanno ispirato con le loro decorazioni tanti pittori. Poi è
stata accantonata, ma da qualche anno è ritornata in voga e viene
sfruttata anche dall'arredamento d'interni».
La scorsa edizione del festival di Lodi lo ha dimostrato. In città
sono arrivati 67 artisti da tutto il mondo e visitatori da tutta Italia,
ma anche dall'estero con una presenza significativa di turisti inglesi.
Quest'anno l'ospite d'onore sarà Yannick Guegan, 57 anni, che dirige
a Quimiac en Mesquer, vicino a Nantes, nel Nord della Francia, una scuola
d'arte specializzata nel trompe l'oeil che porta il suo nome. Già
docente di decorazione a trompe l'oeil all'Istituto superiore di pittura
decorativa di Parigi e artista con particolari esperienze maturate nel
settore a servizio di una clientela internazionale, Guegan, terrà
un conferenza a Lodi venerdì sera sul tema «Réveries
murales» (Murali da sogno) e presiederà il concorso.
Nei tre giorni dedicati al trompe l'oeil tutto il centro storico di Lodi,
che accoglie l'evento, sarà mobilitato. I negozi rimarranno aperti
anche sabato e domenica per tutto il giorno, di mattina le bancarelle
riempiranno la piazza del mercato, e il bar Tacchinardi esporrà
nelle sue vetrine i trompe l'oeil che hanno vinto il primo concorso.
L’accoglienza turistica in diverse lingue per artisti e visitatori
sarà garantita dalla massiccia partecipazione degli studenti delle
scuole superiori di Lodi che per farsi riconoscere indosseranno le magliette
con il logo del festival: un paesaggio inventato con tigri, scimmie, palme
e le antiche colonne delle ville padronali italiane.
Caterina Belloni
Lombardia
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