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C’è un sottile filo che
lega Lodi ad Alessandria, Bologna, Brescia,
Cremona, Mantova, Modena, Parma, Pavia Piacenza,
Reggio Emilia e Verona: città né troppo grandi né
troppo piccole accomunate da un’atmosfera fatta di
compostezza rarefatta, di ritmi rallentati, di
piazze acciottolate, di vicoli, bancarelle,
monumenti ormai familiari, biciclette, passeggiate
lente, panchine all’ombra. Sensazioni difficili da
spiegare a parole. Meglio affidarsi a un’immagine,
a un’istantanea che restituisca la luce e le
penombre che attraversano quelle città della
pianura padana che sembrano eternamente ferme,
eternamente in attesa. L’elegante libro Città d’arte della
pianura padana, edito da Giorgio Mondadori
e prossimamente nelle librerie, riassume bene
questa atmosfera nelle cento istantanee scattate
dal Gruppo fotografico Leica e corredate dai testi
asciutti ed evocativi di Renata Salvarani,
medievalista e giornalista professionista. Il
volume è stato realizzato per il Circuito delle
città d’arte, a cui aderisce anche la città di
Lodi: un progetto che nelle intenzioni delle
amministrazioni comunali intende valorizzare il
patrimonio comune di arte, tradizioni, paesaggi e
qualità della vita che attraversa la provincia
italiana. Un’identità comune che però non cede al
rischio di “appiattire” luoghi e persone in
un’unica, stucchevole maxi cartolina. Dai
giocolieri di strada in piazza a Piacenza ai
post-it incollati sui muri della casa di Romeo e
Giulietta a Verona, dalle mani spolverate di
farina che creano tortelli mantovani al musicista
che appoggia la custodia del violoncello sul
selciato del centro di Cremona, il viaggio per
immagini si snoda tra posti e strade dell’anima
più che per tappe geografiche ben distinte. Anche
Lodi si affaccia dalle pagina, con recenti foto
del centro storico e la «bellezza solida dei suoi
palazzi e delle sue chiese». Il chiacchiericcio
rassicurante dei pensionati in piazza della
Vittoria, l’interno di San Francesco, il profilo
della statua di Paolo Gorini, i pittori intenti a
tratteggiare Trompe l’Oeil, le sale del museo, il
Palio sull’Adda, le vetrine, una bicicletta che
attraversa il quadrilatero del centro, la
raspadüra tirata al bancone: gesti, luoghi e
pensieri silenziosi e moderati, qualcosa a cui
aggrapparsi per respirare una lentezza necessaria
come
l’ossigeno._______________________________R.
SALVARANI, Città d’arte della pianura
padana, Editoriale Giorgio Mondadori,
Milano 2006, pp. 144, 30
euro |